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Biografia

 - CLAUDIO   SPATTINI

Claudio Spattini nasce a Modena il 18 luglio 1922 dove frequenta la scuole elementari e, in seguito al suggerimento del maestro Martinelli che nota la sua predisposizione al disegno, si iscrive all'Istituto d'Arte Adolfo Venturi (1935-1940). Arcangelo Salvarani è suo professore di Disegno e Pittura applicata alla decorazione murale mentre Renzo Ghiozzi, fiorentino e vicino alla Scuola Romana di Mafai, della Raphael e Scipione, è il suo professore di Figura. Nel 1939 vince il suo primo premio in occasione della mostra "Giovani espongono" a Palazzo Strozzi di Firenze. Nel 1942 espone Ritratto nella "I mostra regionale d'Arte giovanile" organizzata a Modena (primo premio). Nello stesso anno parte per Padova per il Servizio Militare e segue il corso da allievo ufficiale dell'Aviazione. In seguito ai fatti dell'otto settembre viene fatto prigioniero e portato nel campo di concentramento di Wietzendorf; in seguito è trasferito nei pressi di Colonia e, in un secondo momento, a sud di Hannover. Dopo la primavera del 1945 riesce a tornare in Italia e raggiungere la famiglia che era sfollata a causa dei bombardamenti alleati su Modena nella Villa dei Venturelli lungo via Vignolese.

Si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha come insegnante di incisione Giorgio Morandi e di pittura Virgilio Guidi che ha per assistenti Ilario Rossi e Pompilio Mandelli. Nel contempo inizia la sua attività di insegnante lavorando al Venturi e occupandosi dei corsi serali. Nel 1946 ha il primo importante riconoscimento ottenendo il premio Accademia di Bologna, votato da una giuria composta da Morandi e Guidi. In questo periodo conosce Enzo Trevisi che, insieme al giovane Mario Venturelli, è tra i più cari amici del pittore. Spattini lavora nello studio di Via Sgarzeria dividendolo con Trevisi e Venturelli.

Nella Modena del dopoguerra (1947) viene inaugurato presso Il caffè Nazionale sotto il portico del Collegio uno spazio destinato ad accogliere mostre di notevole rilievo. Il luogo chiamato "Saletta" è deputato agli eventi artistici organizzati dagli "Amici dell'Arte", associazione fondata dall'avvocato Franco Allegretti, insieme all'avvocato Luigi Fogliani e allo scrittore Sandro Bergonzoni. La Saletta diventa luogo di incontro ed accoglie mostre autorevoli delle opere dei principali artisti italiani tra i quali troviamo Sironi, Carrà, De Pisis, Casorati, Melli, Prampolini, Reggiani, Mafai e Afro. Spattini vi espone già a partire dalla prima mostra organizzata alla Saletta nel 1947 e, insieme a Trevisi e Venturelli, in una seconda occasione in quello stesso anno.

Negli anni Cinquanta registriamo il periodo più vivace e ricco di spunti della sua carriera artistica. Spattini entra in contatto con il Sindacato di Belle Arti e partecipa ad alcune mostre organizzate a Modena. Nel 1950 ad esempio presso il "Palazzo dei Professionisti ed Artisti" prende parte ad una mostra in occasione della quale, tra le altre opere, espone Ritratto della moglie. Nel 1954 vince la cattedra per l'insegnamento di Disegno alla "Scuola Media Giovanni Pascoli" di Parma, città nella quale si trasferisce insieme alla moglie, Loretta Tavernari, e al figlio Gian Claudio. Il secondo figlio, Massimo, nasce a Parma.

A Parma attraverso la conoscenza di Carlo Mattioli è introdotto nell'ambiente artistico e culturale della città e ritrova l'amico Amerigo Gabba conosciuto al tempo della frequentazione dell'Accademia di Bologna. L'amicizia e collaborazione con Gabba prosegue tutta la vita tanto che i due dividono lo studio nell'attico della casa di Via Garibaldi al numero 46 ed espongono ripetutamente insieme in varie mostre. I 1951 è un anno cruciale nella sua avventura pittorica perché avvengono importanti incontri e partecipazioni a rassegne di grande rilievo. In maggio Spattini partecipa al Convegno e mostra di pittura presso "Casa Gramsci" affrescata da Aldo Bergonzoni. Nel 1952 si svolge la prima mostra personale presso la Saletta degli Amici dell'Arte.

I contatti e le amicizie nate nell'ambito artistico emiliano pesano sul percorso che Spattini compie per tutto il decennio successivo. Negli stessi anni su invito della Commissione composta tra gli altri da Carlo Carré, Pericle Fazzini, Mario Mafai e Giovanni Prini, viene chiamato ad esporre alla "VI Mostra Nazionale Quadriennale" di Roma dove presenta due opere dal titolo Composizione. Una di queste due opere è presente l'anno successivo alla mostra personale del pittore organizzata alla "Saletta degli Amici dell'arte". A Parma espone in più occasioni nella Galleria del Teatro e partecipa a concorsi pittorici distinguendosi.

Nel 1955 partecipa ai "V premio di pittura di Fidenza" con Sosia del lavoratore. Il tema del lavoro comincia ad essere una realtà sulla quale la ricerca di Spattini è particolarmente sensibile. Lavoratore a riposo è infatti l'opera che il pittore presenta al "Concorso Città del Tricolore" in cui ottiene il primo premio. Altri importanti concorsi lo vedono tra i protagonisti della scena artistica e pittorica italiana come il "Premio Michetti" nell'agosto del 1951 e la "Biennale d'Arte Nazionale di Milano" alla quale partecipa nel 1957 con Podere nella collina parmense. Nel settembre 1957 è chiamato a partecipare al "Premio Scipione" con Paesaggio parmense e vince il primo premio Roncaglia a San Felice sul Panare. Nello stesso anno Spattini è alla Biennale di Nuora e nel 1958 partecipa al "IX Premio città di Terni" con Giardino di periferia. Nel 1960 Spattini compare tra i pittori che espongono presso la "Casa di Dante" a Firenze.

Nel 1961 espone nuovamente a Milano alla XX Biennale con Conchiglie e nei 1962 a Bologna dove, per la seconda volta, prende parte alla Rassegna regionale d'Arte "Mostra d'autunno"; nel comitato d'onore dell'evento compaiono Cesare Gnudi, Lodovico Ragghianti e Francesco Arcangeli.

Nello stesso anno riceve una lettera dalla Galleria d'Arte Moderna di Firenze per la vendita di un suo quadro dal titolo Natura morta tutt'ora ivi conservato. Nel 1965 in occasione della "VIII Settimana dei Musei" è chiamato a partecipare da Augusta Ghidiglia Quintavalle all'avvio di una "Galleria d'arte moderna", un'iniziativa che la Soprintendente intende organizzare nella Pinacoteca di Parma; in esposizione le opere di ventinove artisti tra i quali Spattini, presente con il quadro Conchiglie.

I riconoscimenti in Italia sono seguiti da eventi e mostre organizzate all'estero già a partire dalla rassegna di pittori modenesi a Novi Sad con l'opera Cesto e conchiglie. Nei 1971 in Germania Spattini è protagonista di due mostre personali. La prima, organizzata presso l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia vede esposte circa cinquanta opere dell'artista tra monotipi, disegni e quadri. La fortuna di pubblico e critica in Germania si ripete a Bielefeld dove, nei locali della Galleria Die Brucke e su presentazione di Gianni Cavazzini, si svolge un'altra mostra personale di Spattini. Nel corso dello stesso anno Ilario Rossi, pittore e suo insegnante all'Accademia, introduce l'opera del pittore che espone presso l'Università del tempo libero (1971) in collaborazione con "Gli amici dell'arte".

Molti sono i critici che hanno scritto della sua opera a partire da Renato Bertacchini, Franco Gattolin, Luciana Frigieri Leonelli, Ferruccio Veronesi, Enrichetta Cecchi, Mario Cadalora, Michele Fuoco e Roberto Tassi. Dopo l'attività intensa di questi primi decenni la sua opera compare in molte gallerie sia con personali che con mostre collettive. A Parma l'artista è presente alla Galleria del Teatro, alla Camattini, alla Giordani e alla Petrarca. Il legame con Modena continua attraverso numerose personali alla Galleria Farini, alla Galleria II Punto e presso il Centro Studi Muratori.

Nel 1994 diventa membro dell'Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma, prestigiosa istituzione fondata nel 1757 dal Duca Filippo di Borbone e dopo la soppressione napoleonica ripristinata dalla duchessa Maria Luigia nel 1816. Nel 1996 all'Istituto d'Arte Venturi si celebra il sodalizio artistico con Trevisi e Venturelli con la mostra "I tre moschettieri. Claudio Spattini, Enzo Trevisi e Mario Venturelli". Nel 2001 a Modena nella Chiesa di San Paolo, sede espositiva della Provincia, si svolge la mostra "Claudio Spattini i maestri e gli amici" a cura di Lauretta Longagnani e Graziella Martinelli Braglia a cui seguirà, nel 2008, un'esposizione interamente dedicata ai Monotipi organizzata dal Museo Civico d'Arte. Nel 2009 espone a Parma nella Galleria San Ludovico con la mostra "Claudio Spattini settantanni di colore" a cura di Eddy Lovaglio.

Fino all'ultimo lavora nel suo studio di via Felice Cavallotti a Parma dove ancora è presente sul suo cavalletto l'ultima opera incompiuta. Dopo una vita che ha attraversato l'intera esperienza artistica del "Secolo breve" il pittore si spegne il 3 agosto 2010.

Con oltre 60 opere nell'aprile 2012 la Fondazione Cariparma celebra a Palazzo Bossi Bocchi, a meno di due anni dalla scomparsa, Claudio Spattini con un'importante mostra antologica a cura di Gloria Bianchino dal titolo "Claudio Spattini e la memoria del Novecento". Un doveroso omaggio sia all'uomo - la cui attività di insegnante è ben viva nella gratitudine di centinaia di allievi — sia al pittore, con la volontà di contribuire, inoltre, alla definizione di un preciso percorso artistico del XX secolo.